
Programmazione
E’ da tempo che non scrivevo nuovi articoli sul blog, direi da quasi un anno.
Stasera mi è venuta voglia di scrivere perché desidero farvi partecipi dell’emozione che si prova nel programmare.
Per noi programmatori informatici la programmazione è come la musica per un musicista, l’arte per un artista, il pennello e la tavolozza per un pittore: è ciò che ci soddisfa maggiormente.
Ed è così che mi sento ora: soddisfatto… enormemente soddisfatto!
Circa due orette fa ho consegnato, assieme alla mia fedele collega, un importante progetto.
La cosa bizzarra è che la scadenza era fissata alle 23.59 ma noi, nemmeno a volerlo, siamo riusciti a consegnarlo alle 00.00 in punto!
Sapete, direi che tutti i progetti universitari che ho realizzato assieme ai miei compagni di facoltà li ho consegnati ogni volta esattamente all’ultimo minuto: eppure, ce l’abbiamo sempre fatta, lavorando come dei forsennati, sudando per ogni singolo minuto passato.
Ciò che desidero condividere con voi è come ci si sente dopo una tirata del genere, perciò vi racconterò com’è andata.
Tutto ebbe inizio alle 03.24 di ieri notte, quando mi accorsi di un grave problema (bug) nel codice del nostro programma: così spesi altre due buone orette a cercare di risolvere la situazione.
All’alba decisi di coricarmi, nonostante non fossi riuscito nel mio intento.
Dopo qualche ora, verso mezzogiorno, mangiai due bocconi per poi rimettermi quasi immediatamente sul computer per cercare di capire come mai proprio in quel punto, in quel momento era sorto quel problema.
Il pomeriggio passò e soltanto alle 22.30 di questa sera, grazie all’ispirazione divina, riuscii a trovare una soluzione adeguata: troppo tardi, la scadenza distava soltanto di un’ora e mezza da noi!
Nel frattempo, dall’altra parte del computer in collegamento VoIP, la Baby stilava la relazione, sudando sette camicie per interpretare a dovere il funzionamento del codice.
Alle 22.45 mi ritrovavo a pulire, riassettare, rimpostare e migliorare il progetto; dieci minuti dopo mi collegavo a Nelson, una delle macchine del laboratorio d’Informatica a Bologna.
Ore 00.00 del 05/07/2010: il progetto veniva caricato nell’apposita cartella….
Intanto, sulla chat di Skype, la Baby mi tartassava tenendo rigorosamente conto del tempo rimanente con un preciso countdown d’orologio: “Muoviti Vii, non mi mettere in ansia!!!”
Sulla shell compare una frase: Upload Completed.
Euforia, incredulità, stupore, gioia, felicità: sono queste le emozioni che mi stravolgono nel giro di qualche secondo.
Do velocemente un “ls -la” sulla cartella interessata e scopro solo allora di aver caricato il progetto alle ore 00.00 in punto ed è lì che mi sorge il dubbio: ne terranno conto?
Non m’importa, lascio perdere, ormai sono troppo contento!
Velocemente saluto la collega e schizzo fuori dalla porta di casa, correndo per le vie di Cavriago, dirigendomi a grande velocità in mezzo ai campi, i miei adorati campi: là una splendida brezza e un cielo stellato mi attendono e dopo giorni di reclusione davanti al pc sembrano come acqua fresca per un morto di sete nel deserto, ve lo garantisco.
Qualche minuto dopo condivido la gigantesca soddisfazione con una telefonata alla ragazza, dopodiché uno dei due fratelli maggiori mi passa a prendere e mi scorta dal terzo per festeggiare con una mezza di birra bianca.
Capite? Sono tutt’ora carico di energia nonostante abbia perso molte ore di sonno in questi giorni e tutto grazie all’immensa soddisfazione che può dare la programmazione.
Ora guardo il progetto: mi sembra quasi di amarlo, nonostante abbia passato giorni e giorni a odiarlo per l’impossibilità di capirne il funzionamento.
Eppure ora sono stracontento: in primis perché abbiamo consegnato in tempo (o quasi) e in secondis perché le sensazioni provate in certi momenti sono davvero uniche!
Buonanotte











