Archive for the ‘ Articoli Importanti ’ Category

Donare

… perché è il mondo stesso a volerlo!

Devo scrivere finché ho ancora fresche le parole in mente.
Oggi è accaduto un evento particolare che mi ha dato la giusta ispirazione per scrivere questo articolo.
Sono andato a prendere l’acqua alla fontana pubblica e ho trovato una fila di persone in attesa di prendere quella gassata: al primo posto stava un tizio con una dozzina di bottiglie da riempire. Vi è una regola, iscritta direttamente sul pannello dei valori dell’acqua, che vieta di portare più di 6 bottiglie alla volta: allora perché la persona che stava riempendo le sue bottiglie ne aveva con sé addirittura 12?
La tecnologia c’è, i modi esistono, gli stili di vita migliori nascono dalle persone più virtuose: quel che manca è l’intento, la volontà e la forza di cambiare.
Stasera 3 tipi di persone hanno rivelato il perché della crisi mondiale (economica, culturale, morale).

Il primo tipo è l’uomo sopracitato, ossia il furbo, colui che cerca di fregare il sistema, di aggirare le regole, infischiandosene delle norme realizzate per una convivenza migliore. Questa stessa persona, nella sua vita, avrà l’occasione di ricevere lo stesso torto: forse a quel punto cambierà o forse si farà del sangue cattivo e odierà ancora di più il mondo.
Il secondo tipo è formato dalle persone che si lamentano del comportamento del primo, comportandosi però a loro volta nella stessa maniera: un paio di signori si lamentavano appunto per la quantità di bottiglie eppure, quando è toccato a loro riempire le proprie, ne avevano forse un numero maggiore del primo. Questi sono gli ipocriti.
Infine il terzo tipo: i tiepidi. I tiepidi sono quelli che non stanno né a destra, né a sinistra, quelli che non scelgono, quelli che non parlano e non fanno qualcosa per cambiare le cose. Questi direi che sono i peggiori.

Io stasera ho parlato: ho avuto timore nel farlo ma l’ho fatto. Gentilmente ho fatto notare al primo tipo (il furbo) che vigeva la norma di non portare più di 6 bottiglie. Questo mi ha risposto che gli dispiaceva e poi se n’é andato.
Sono stato l’unico a far notare al “furbo” che il suo era un comportamento scorretto verso tutti noi e anche verso se stesso: infatti la stessa cosa può capitare a lui, sempre che non gli sia già capitata. Allora a quel punto, due signori dopo il primo, mi hanno dato man forte nelle mie motivazioni ma già loro stessi prendeva il posto (in tutti i sensi) del “furbo”, diventando così “ipocriti”.
Tutto intorno stavano i “tiepidi”, persone dallo sguardo vacuo, con un lieve accenno di nervosismo, di arrabbiatura, ma che non hanno avuto il coraggio di sporgersi, di mettersi in gioco per ciò che era giusto!

Ecco, la giustizia: quando si è nel giusto si ha il diritto e il dovere di fare qualcosa perché si mantenga uno stile di vita sano.
Ora è chiaro perché esistono le mafie, i giochi di potere, la corruzione e la crisi.
Sì, sono partito da un esempio sciocco come quello dell’acqua ma si potrebbe arrivare a quelli sopracitati perché:

“è così che tutto inizia sempre: dal molto piccolo.” Egg Shen in Grosso Guaio a Chinatown

Adorazione Perpetua

Speranza

Speranza

Ho bisogno di fissare questi pensieri finché sono ancora caldi.
Questa sera è successo qualcosa di straordinario e di grandioso, qualcosa che si ripete ogni volta che si arriva a fine giornata senza speranza, tristi, infelici e si passa un’ora con Gesù Eucarestia!
Mi sento in dovere di portare a voi lettori la mia personale testimonianza sull’Adorazione Perpetua che ormai faccio da 3 anni, da quando è iniziata nella città di Reggio Emilia.

Tutto è cominciato nel primo pomeriggio: avete presente quelle giornate in cui non si ha voglia di fare null’altro che lasciarsi andare alle tentazioni, alla pigrizia e al peccato, lasciando fuori dalla porta i consigli che Dio ci invia per mezzo della coscienza, delle persone a noi care quali famigliari, ragazza e amici? Ecco, oggi è stata proprio una di quelle giornate nere, da dimenticare e da non ripetere.
Stanotte molto probabilmente mi sarei coricato con un senso di colpa, di svilimento, di vuoto e di smarrimento se la mia adorata ragazza non mi avesse ricordato dell’Adorazione: si, me ne ero completamente dimenticato.
E’ bastato andare là, di fronte al Santissimo, passare un’ora con Lui, pregando, ringraziando Dio per tutti i doni che mi ha donato in questo giorno, chiedendoGli perdono per il male commesso, per le omissioni, per le buone opere che avrei dovuto fare e che non ho fatto, e tutto è passato: ora sono sereno, sono gioioso, sono felice ma soprattutto sono speranzoso!
Vi è mai capitato di disperarvi? Sì, di sentirvi senza speranza per il futuro, per i vostri progetti, per il lavoro, per lo studio, per i vostri interessi. Se non vi è capitato, allora sappiate che è come non-vivere.
E’ la speranza che ci dà vita, che ci dà la voglia di fare, la voglia di lavorare, di studiare, di mettere mano ai propri hobby: senza di essa siamo vuoti come un orologio senza energia.
Non solo mi sento rinato ma ho capito ancora una volta la differenza tra il bene e il male, tra il voler vivere e il lasciarsi andare, tra l’essere nel mondo e l’essere del mondo.

Lasciate che vi spieghi con un paragone ciò che ogni volta sento ma che ogni volta dimentico e ogni volta mi stupisco della rivelazione avuta, perché sì, i pensieri, i sentimenti e le emozioni sono qualcosa di effimero e se non c’è la possibilità di rivivere il momento passato, almeno c’è la possibilità di leggere ciò che è già accaduto, come attraverso la stesura quotidiana di un diario.
Ebbene, è risaputo che la vacanza in montagna comporta più fatica, più sacrificio, più volontà di quella al mare.
Infatti in montagna c’è la salita, ci sono grandi camminate anch’esse tutte in salita e sono ardue da fare, sono difficili, a volte su terreni impervi, altre su sentieri che svaniscono in mezzo ai boschi. Si cade e rialzarsi, riprendendo da dove si è lasciato è molto difficile ma nonostante ciò anche in montagna ci sono gli sprazzi di gioia, come quando si esce da un bosco e si entra in una radura, oppure come quando si arriva sulle sponde di un lago interno, o dove è possibile vedere tutto il panorama sottostante: quelli sono i momenti più belli, pieni di felicità e di soddisfazione per la fatica che si è fatta. Viene addirittura da dire: “Toh! Ne valeva proprio la pena!”
Invece andare al mare è facile, è sempre in discesa e la strada è ampia e senza ostacoli. Quando si è al mare si è più disinibiti, ci si lascia andare con maggior facilità perché c’è molta gente che fa la medesima cosa senza troppe preoccupazioni. Ma al mare non si hanno le soddisfazioni che si hanno in montagna e nemmeno si gode della vista di simile paesaggi.

Tralasciando la preferenza tra mare e montagna, ecco svelato il paragone: la strada che porta a Dio è quella della montagna, ardua, faticosa, dura, impegnativa, lunga ma che riesce a dare una soddisfazione e una voglia di continuare unica! La strada che porta al peccato, a satana, invece è quella del mare, è in discesa, priva di ostacoli. Avete presente quando si corre in discesa? E’ molto difficile rallentare e ancor di più frenare e fermarsi: lo stesso vale per il peccato perché esso tende a trascinare l’uomo sempre più verso il baratro, verso la sua sconfitta.

Detto ciò, a me piace sia la vita di montagna che di mare per la vacanza ma preferisco guardare sempre verso Dio, in particolar modo quando mi sento perduto e Lui mi tende la mano.

WordPress

WordPress

Questa mattina mi è arrivata una email da TopHost, l’azienda che fornisce hosting per i siti web, avvertendomi che era stata scoperta una falla di sicurezza nelle versioni di WordPress inferiori alla 2.8.4.
La notizia mi ha subito allarmato dato che ultimamente alcuni utenti con nomi e soprattutto indirizzi email troppo particolari si registravano sul mio blog, senza commentare e interagire con esso.
Leggendo l’email vengo a conoscenza di un modo per registrare un account da amministratore nascosto!
Faccio un veloce controllo e nella sezione Utenti del Pannello di WP trovo l’etichetta Amministratori seguita da un (2): ovviamente sul mio blog vi è un solo account da amministratore e così ho controllato qual’era il nuovo arrivato… Niente, nisba, nada!
Nella lista degli amministratori compariva solamente il mio account: ciò stava ad indicare che il mio sito era già stato attaccato e bucato anche perché non era stato aggiornato alla versione più recente (2.8.4).
Così ho trovato una guida su JourneyETC per come riportare il tutto alla normalità: di seguito spiegherò i passi da me attuati per risolvere il problema.
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Jamp : l’intervista

Jamp

Javascript AJAX MySQL PHP

Oggi pomeriggio, il blog ha intervistato via chat i due sviluppatori del progetto Jamp: Giampiero Ancilletta e Ruben Patanè.
Eccovi dunque l’intervista esclusiva!

Wilky : partiamo innanzitutto nel sapere che cos’è Jamp.
Jamp : JAMP è l’acronimo di Javascript AJAX Mysql PHP, si tratta di un framework opensource per lo sviluppo di applicazioni WEB.
W. : Chi sviluppa e chi ha ideato Jamp?
J. : Sviluppatori e fondatori del progetto sono: Ruben Patanè e Giampiero Ancilletta.
W. : Jamp: un framework all’italiana quindi. Com’è nato questo progetto? E qual è stata l’idea che vi ha portato a realizzarlo?
J. : Jamp è nato da una nostra esigenza, quella di realizzare applicazioni in modo veloce. Dovevamo creare applicazioni desktop via WEB ma non potevamo ricominciare da zero per ogni programma. Allora un giorno con Giampiero abbiamo deciso di trovare una soluzione e da li è nato Jamp.
W. : Dunque quali sono i punti di forza del framework?
J. :

  • Architettura semplice ed efficace.
  • Flessibilità: l’utente che utilizza Jamp non ha limiti imposti dal framework perché puo’ inserire il suo codice.
  • Open Source: altre persone potranno essere conivolte nel progetto per miglioralo.
  • Completo: In JAMP potrete trovare tutto quello che serve per creare le proprie applicazioni: oggetti, report pdf, grafici, mappe, editor web, editor di sintassi e altro ancora.
  • Cross-browser e multipiattaforma.

W. : Javascript, Ajax, MySQL, PHP: altro?
J. : Il framework è formato da codice PHP e Javascript, menzioniamo MySQL per identificare i database essendo un progetto importante nel mondo Open Source. Jamp è in grado di lavorare con qualsiasi fonte dati: file xml, file record, file con separatori, filesystem, ssh, ftp, ldap, MySQL… la versione finale supporterà anche: MSSql, Oracle e Postgre.
W. : Perciò per chi è destinato Jamp?

Cross Browser

Cross Browser

J. : Il framework è nato con l’obiettivo principale di velocizzare il lavoro di sviluppo ma di fatto lo ha reso anche molto più semplice, per questo motivo anche persone che non hanno una grande esperienza in programmazione possono utilizzare il framework. Attualmente stiamo lavorando allo sviluppo della GUI che renderà il tutto ancora più semplice.
W. : Quindi al momento è possibile lavorare solo con un editor di testo?
J. : Per il momento l’utente utilizza il proprio editor preferito, c’è da dire che il codice da scrivere è poco perché il sorgente è formato da due file, di cui uno in PHP, e il layout della pagina è contenuto in un file xml.
W. : Parlando di versione, attualmente a che punto è il progetto?
J. : Siamo alla beta 3.2 e stiamo lavorando per rilasciare la Release Candidate. Entro l’anno contiamo di rilasciare la versione stabile.
W. : Immagino che vi servirà tutto l’aiuto possibile: a tale proposito, se qualcuno volesse unirsi al progetto, cosa deve fare?
J. : Basta contattarci. Nel nostro sito web http://jamp.alyx.it sono inseriti i nostri contatti. Ci tengo a sottolineare che il progetto è aperto a tutti: l’unica qualità che realmente ci interessa è un pizzico di buona volontà e costanza.
W. : Avete altro da aggiungere che non sia già stato detto?
J. : Sì: contiamo sulla community per poter far crescere e divulgare il progetto e per diventare uno dei più importanti framework.

E Wilky.it vi augura sinceramente di farcela a realizzare le vostre idee e i vostri progetti in un futuro non troppo lontano :D

Lepre Cornuta Disinvolta

Lepre Cornuta Disinvolta

Ancora una settimana e la nuova versione di Ubuntu (stabile) sarà disponibile per i vostro PC!
Si tratta di Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope, ossia la Lepre Cornuta Disinvolta :D
Per chi non può aspettare è già disponibile la Beta scaricabile sia per Desktop che per Server: è inoltre possibile aggiornare il proprio sistema evitando così di scaricare 700MB di file.
Da buon informatico sconsiglio il cambio di versione sulla vostra macchina dove lavorate quotidianamente: usate piuttosto un altro computer (magari quello della vostra ragazza :P ) per fare dei test e delle prove.
Oppure vi consiglio caldamente la via della virtualizzazione: installatevi Virtual Box, scaricatevi l’immagine della versione che volete provare et voilà, le jeux sont fait!
Giusto per curiosità: la prossima versione è la 9.10, ossia il Koala Karmico, disponibile il 29 Ottobre di questo anno.
Una cosa alla voltà però, non corriamo troppo :D

Quindi quali sono le novità che la Lepre Cornuta ci porterà?
Andiamole a scoprire :

  • Gnome 2.26 : l’ultima versione dell’ambiente grafico di base di Ubuntu. Include a sua volta delle novità per Brasero: non dovrete più usare 4-5 applicazioni diverse per masterizzare o copiare CD/DVD ma potrete comodamente usare la nuova versione all-in-one che vi permetterà di gestire il tutto tramite un unico pannello di comandi. Vi sono anche delle migliorie per quanto riguarda la gestione della risoluzione del monitor.
  • X.Org server 1.6 : l’ultima versione del server grafico garantisce le seguenti novità: nuovi driver liberi per un buon numero di schede video; aggiustamenti e migliorie per i driver ATI; l’accelerazione 2D è garantita dalla nuova famiglia di driver R6xx/R7xx, mentre quella 3D è garantita dai driver proprietari R6xx/R7xx.
  • Nuovo sistema di notifiche : tramite un semplice menu potrete gestire le finestre di notifica ma per una migliore comprensione vi rimando al filmato di dimostrazione (richiede Adobe Flash Player).
  • Migliorie nella fase di boot.
  • Linux Kernel : la nuova versione sarà dotata del penultimo kernel 2.6.28-11.37 basato sul kernel 2.6.28.
  • Ext4 : il nuovo filesystem sarà presente ma non impostato di default durante la fase d’installazione. Probabilmente sarà impostato come tale più avanti nelle prossime versioni basandosi sul feedback degli utenti.
  • Cloud Computing : l’edizione server ha come feature la tecnologia open source Eucalyptus che permette di usare in modo facile il proprio server per testare e fare esperimenti sul cloud computing (vedesi cluster).
  • Kerneloops : è un pacchetto che si invita ad installare per aiutare la comunità a sviluppare miglioramenti per il kernel linux. In pratica gestisce i “crash” del kernel, inviando un rapporto agli sviluppatori che verrà analizzato e gestito.
  • Aggiornamento dei programmi : Firefox 3.1, Thunderbird 3.0, OpenOffice 3.0.1, X.Org 7.6, Pidgin 2.6, MySQL 5.1, PHP 5.2, Python 2.6.

Per ulteriori informazioni vi rimando alla pagina ufficiale dove è possibile anche trovare gli attuali bug presenti nella nuova versione : http://www.ubuntu.com/testing/jaunty/beta

Three Strikes

Three Strikes

Three Strikes

Avete mai sentito parlare della Three Strikes Law?
Divenne famosa negli anni ’90 negli Stati Uniti e il termine venne coniato direttamente dal baseball: il battitore infatti ha 2 soli strike possibili prima dello strike out, lo strike eliminatore.
In genere viene usata in ambito giuridico per reati criminali e in Francia hanno voluto associarla al reato di violazione del copyright.
Infatti “gli utenti sorpresi a condividere contenuti protetti da copyright saranno disconnessi da Internet per un periodo minimo di due mesi secondo l’insindacabile giudizio dell’Hadopi, l’Autorità costituita appositamente a questo scopo.
Insomma la Francia, lo stato europeo con le connessioni e le offerte migliori nel rapporto qualità-prezzo ha approvato una legge che renderà vano tale primato.

Con la Legge sulla diffusion et la protection de la création sur internet la Francia è il primo Paese in Europa ad aver sancito un principio che, da mesi, riecheggia da una costa all’altra del globo: quello secondo il quale, in nome dell’esigenza di tutelare la proprietà intellettuale, ci si può spingere a privare un cittadino della libertà di manifestare il proprio pensiero attraverso il mezzo di comunicazione per antonomasia nel secolo della Rete, un mezzo divenuto, peraltro, anche strumento irrinunciabile per l’esercizio di diritti civili e politici.
Questo è quindi uno dei tanti modi per limitare la libertà d’espressione dei cittadini.
La rete è lo strumento con cui ognuno può condividere le proprie idee tramite un blog, una email, un forum: è scomodo per certe persone e qui in Italia ci stanno provando in ogni modo già da tempo.
Non mi stupirebbe se qualche nostro parlamentare presentasse la medesima legge da un momento all’altro.

La Francia è l’occasione che “quei pochi” aspettavano.
Italia nun fa la stupida stasera.

Fonti :

Abaco : il PC a 99€

Abaco

Abaco

Abaco Primo è il primo computer pensato per essere veramente accessibile a chiunque e per incentivare un’informatizzazione libera ed aperta, puntando su consumi ridottissimi e di un prezzo veramente alla portata di tutti. Ideale per la famiglia che si affaccia al mondo informatico e che vuole vivere la sua prima esperienza evitando sprechi, godendo però di tutte le applicazioni classiche: internet, posta, scrittura documenti, gestione foto e file multimediali, e molto altro. Abaco Primo e’ fornito, nella sua configurazione base, in kit di montaggio, ma e’ altresì possibile ordinarlo già assemblato ad un piccolo sovrapprezzo.
Così viene descritto Abaco, un computer fisso al prezzo di 99€ (IVA inclusa), con sistema operativo Linux Xubuntu.
L’assemblaggio deve essere fatto in casa, perciò quel che arriva è un pacco con dentro l’hardware da montare.
E’ un PC ad uso minimale, come vedere un film, navigare sul web e gestire programmi d’ufficio, ma andiamo a vedere più nel dettaglio:

Processore : Intel Atom 230 Single Core 1.6 Ghz
Ram : 512 MB, Kingston DDR2 667Mhz (1 slot, max 2GB)
Hard disk : 4 GB Kingston Compact Flash
Masterizzatore : Opzionale
Scheda video : Intel GMA 950
Scheda audio : Realtek ALC662 con supp. 5.1 canali HD (dett. tecnici)
Scheda di rete : Ethernet 10/100
Slot PCI : 1 slot PCI
Porte posteriori : VGA, Seriale e parallela, PS/2 per Tastiera e Mouse, 3 porte audio riconfigurabili, 4 porte USB
Porte anteriori : Audio out e microfono, 2 porte USB
Alimentazione : Alimentatore interno 400W
Consumo : Idle: 22W, Picco: 29W
Peso : 4.9Kg
Dimensioni : 37×13.5×35 cm
Assemblaggio : Da effettuare a cura dell’utente
Disponibilità : Spedizione in 6-8 gg. lavorativi
Sistema operativo : XUbuntu Linux versione 8.04.1

Sul sito è inoltre possibile configurare il computer per renderlo migliore anche se ciò consiste nell’aumentare il prezzo :D
Il bello di Abaco è che è fatto da un’azienda italiana e che Linux, come al solito, si mostra versatile e migliore in ogni situazione :P

Fonte : Zeus News

Earth Hour

Earth Hour

Earth Hour

Il 28 marzo, dalle 20,30 alle 21,30 è l’ Ora della Terra – Earth Hour.
In tutto il mondo grandi città con i loro monumenti, piccoli comuni, aziende e singoli cittadini nelle loro case spengono le luci per chiedere ai grandi della Terra di agire contro i cambiamenti climatici. Un gesto semplice, per accendere un messaggio che risuonerà in ogni angolo del Pianeta.
E’ l’iniziativa lanciata dal WWF per un Kyoto2!

Le città che hanno aderito alla campagna sono 2.848 sparpagliate in 83 diverse nazioni. Dalle piccole isole del Sud Pacifico alle città più popolose di Asia e America: New York, Roma, Sydney, Nairobi, Londra, Atene, Mumbai, Bangkok, Il Cairo, Kuala Lumpur, Los Angeles, Parigi, Washington, Toronto, Barcellona, Mosca, Rio de Janeiro, Copenaghen, Hong Kong, Singapore, Dubai, Manila, Buenos Aires, Berlino, Città del Messico, Istanbul, Città del Capo e via dicendo.
Tutte si sono rese disponibili a spegnere per un’ora le luci dei loro monumenti ed edifici più celebri. Resteranno così al buio le Piramidi di Giza e il Colosseo, l’Acropoli di Atene e la Cupola di San Pietro, la Torre Eiffel e l’Empire State Building, la via dei Casinò a Las Vegas e tantissimi altri luoghi simbolo.

Contribuisci anche tu spegnendo le luci e gli apparecchi elettronici per un’ora!
Se aderisci all’iniziativa iscriviti qui.

Fonti :

Car Pooling

Car Pooling

Car Pooling

Chiamata anche auto di gruppo, si tratta di un progetto che consiste nel condividere la propria macchina con altri individui per uno specifico tragitto.
Perché Car Pooling?
E’ da anni che il problema del traffico comincia a farsi sentire: se 10 anni fa si impiegavano 15 minuti ad andare al lavoro, oggi ce n’è vogliono minimo 40.
Senza poi contare che sotto tempo di elezioni vi sono cartelli del tipo: “Tizio del partito di Pinco Pallino vi garantirà tempi minori per il tragitto casa-lavoro!”.
Non lo trovate fastidioso che per forza ci voglia un partito per ridurre il traffico stradale?

Allora ecco perché Car Pooling!
Con l’aiuto di Google Maps i cittadini delle varie città italiane hanno voluto rilanciare tale fenomeno, inserendo in un apposito modulo i dati del loro tragitto.
All’interno della mappa è possibile visualizzare delle striscioline colorate che indicano i percorsi dell’utenza e cliccandoci sopra spunta una finestrella con su scritto il nome del proprietario della macchina, l’ora e il luogo di partenza all’andata, l’ora e il luogo di partenza per il ritorno, un contatto e la una breve descrizione per gli interessati.
L’idea è davvero ingegnosa e da la possibilità a chi non ha una macchina di usufruire, condividendo le spese di carburante, di un passaggio: in più riduce il problema del traffico dato che, se l’avete notato, un buon 70% delle macchine gira con a bordo il solo conducente.

Direttamente da Wikipedia eccovi una lista dei vantaggi e degli svantaggi che questo progetto può comportare:

Vantaggi :

  • Essendo le autovetture progettate per un minimo di 4 o 5 occupanti e solitamente utilizzate dal solo guidatore, il concarreggio potenzialmente potrebbe migliorare la congestione del traffico riducendo il numero di veicoli in circolazione e senza abbisognare di investimenti in nuove infrastrutture.
  • Risparmio economico in termini di costo pro-capite di carburante, olio, pneumatici, pedaggi, costi di parcheggio ecc.ecc.
  • Riduzione dell’inquinamento sempre a causa del minor numero di mezzi in circolazione.
  • Miglioramento dei rapporti sociali tra le persone.

Svantaggi :

  • Complicazioni legali maggiori nel malaugurato caso di incidenti stradali.
  • Costi di applicazione in ogni caso maggiori rispetto ad un ipotetico trasporto pubblico ben organizzato.
  • Trasporto soggetto in ogni caso ad orari specifici e non liberamente utilizzabile.
  • Possibilità di discussioni con gli altri utilizzatori del servizio.

Qui di seguito il link per la mappa : Car Pooling Maps
Se potete unitevi al progetto, sia come passeggeri che come trasportatori :D
Altre fonti : Meet Up di Beppe Grillo di Reggio Emilia

Olivetti

Olivetti

Qualcuno se la ricorderà sicuramente di questa magnifica azienda che fece dell’Italia uno dei paesi più rispettosi nel campo dell’elettronica: l’Olivetti!
Oggi vi racconto la storia di questa piccola grande industria che con tanta forza di volontà, sorpassando ostacoli all’apparenza insormontabili, debellando le sfidanti come IBM e altre grandi marche di apparecchi elettronici, riuscì ad ottenere un posto nel mercato mondiale.

Tutto iniziò il 29 Ottobre 1908 ad Ivrea (sì, l’anno scorso si è festeggiato il 1° centenario dalla nascita dell’azienda) quando Camillo Olivetti, un ingegnere e imprenditore italiano, fondò l’Olivetti & C. assieme ad alcuni amici e parenti con un capitale iniziale di 350.000₤.
Venne utilizzato un capannone industriale precedentemente acquistato ed allestito dallo stesso Olivetti per la creazione di strumenti di misura elettrici.
Dieci anni prima nasceva la Fiat e in quel periodo contava circa una cinquantina di operai, mentre Camillo aveva solo 4 ragazzotti inesperti a cui insegnava pazientemente a tenere in mano una lima.
Fu attorno agli anni ’60 che l’Olivetti si affermò prima nel mercato italiano e poi nel mercato mondiale: in ogni ufficio presenziava una macchina da scrivere o una calcolatrice targata Olivetti!
Sempre dalla ditta italiana, vennero creati in quel periodo i primi personal computer come il P101 (primo fra tutti) che rivoluzionò il mercato dei calcolatori.
Attorno agli anni ’80 ci fu il salto di classe da parte dell’Olivetti, passando dall’elettronica all’informatica: ricordiamo l’Olivetti M10, uno dei primi personal computer portatili il quale consentiva attraverso alcuni programmi d’utilità di collegarsi in remoto ad altri computer.
Fu proprio in questo periodo che l’azienda italiana divenne la seconda produttrice di computer nel mondo e la prima in Europa: con orgoglio ricordo anche che la NATO veniva fornita di telescriventi esattamente dalla sopracitata!
Il mito svanì piano piano verso gli inizi degli anni ’90 a causa di una politica industriale sterile e sorda alle esigenze del mercato dell’informatica e dell’elettronica.

Ivrea - Primo Stabilimento Olivetti

Ivrea - Primo Stabilimento Olivetti

La società ha saputo gestire con successo il passaggio dalla tecnologia meccanica all’elettronica, dai prodotti per ufficio ai computer, ai sistemi e servizi informatici e alle telecomunicazioni.
Era sempre un passo avanti alle società concorrenti per design, innovazione e tecnologia.
Una decisione importante da parte dell’Olivetti fu quella di basarsi su sistemi aperti e standard, scelta che fecero poi tutte le grandi aziende mondiali dell’informatica.
Il sogno di Camillo, e poi di Adriano suo figlio, è andato perduto o meglio non è stato usato nel verso giusto.
Forse Olivetti aveva idee scomode a chi voleva trarre profitto (politico) dall’azienda e di conseguenza ci siamo giocati il primato sull’informatica.
Ancora oggi però molte grandi menti italiane migrano all’estero e tengono alta la nostra dignità con le loro idee e il loro genio, affermandosi nel campo dell’informatica ma anche in molti altri settori.

Prima o poi però verrà il giorno che l’Italia e in particolare gli italiani si sveglieranno, e chissà che il desiderio di Olivetti non ritorni alla carica!!

Fonti :