Donare

… perché è il mondo stesso a volerlo!

Devo scrivere finché ho ancora fresche le parole in mente.
Oggi è accaduto un evento particolare che mi ha dato la giusta ispirazione per scrivere questo articolo.
Sono andato a prendere l’acqua alla fontana pubblica e ho trovato una fila di persone in attesa di prendere quella gassata: al primo posto stava un tizio con una dozzina di bottiglie da riempire. Vi è una regola, iscritta direttamente sul pannello dei valori dell’acqua, che vieta di portare più di 6 bottiglie alla volta: allora perché la persona che stava riempendo le sue bottiglie ne aveva con sé addirittura 12?
La tecnologia c’è, i modi esistono, gli stili di vita migliori nascono dalle persone più virtuose: quel che manca è l’intento, la volontà e la forza di cambiare.
Stasera 3 tipi di persone hanno rivelato il perché della crisi mondiale (economica, culturale, morale).

Il primo tipo è l’uomo sopracitato, ossia il furbo, colui che cerca di fregare il sistema, di aggirare le regole, infischiandosene delle norme realizzate per una convivenza migliore. Questa stessa persona, nella sua vita, avrà l’occasione di ricevere lo stesso torto: forse a quel punto cambierà o forse si farà del sangue cattivo e odierà ancora di più il mondo.
Il secondo tipo è formato dalle persone che si lamentano del comportamento del primo, comportandosi però a loro volta nella stessa maniera: un paio di signori si lamentavano appunto per la quantità di bottiglie eppure, quando è toccato a loro riempire le proprie, ne avevano forse un numero maggiore del primo. Questi sono gli ipocriti.
Infine il terzo tipo: i tiepidi. I tiepidi sono quelli che non stanno né a destra, né a sinistra, quelli che non scelgono, quelli che non parlano e non fanno qualcosa per cambiare le cose. Questi direi che sono i peggiori.

Io stasera ho parlato: ho avuto timore nel farlo ma l’ho fatto. Gentilmente ho fatto notare al primo tipo (il furbo) che vigeva la norma di non portare più di 6 bottiglie. Questo mi ha risposto che gli dispiaceva e poi se n’é andato.
Sono stato l’unico a far notare al “furbo” che il suo era un comportamento scorretto verso tutti noi e anche verso se stesso: infatti la stessa cosa può capitare a lui, sempre che non gli sia già capitata. Allora a quel punto, due signori dopo il primo, mi hanno dato man forte nelle mie motivazioni ma già loro stessi prendeva il posto (in tutti i sensi) del “furbo”, diventando così “ipocriti”.
Tutto intorno stavano i “tiepidi”, persone dallo sguardo vacuo, con un lieve accenno di nervosismo, di arrabbiatura, ma che non hanno avuto il coraggio di sporgersi, di mettersi in gioco per ciò che era giusto!

Ecco, la giustizia: quando si è nel giusto si ha il diritto e il dovere di fare qualcosa perché si mantenga uno stile di vita sano.
Ora è chiaro perché esistono le mafie, i giochi di potere, la corruzione e la crisi.
Sì, sono partito da un esempio sciocco come quello dell’acqua ma si potrebbe arrivare a quelli sopracitati perché:

“è così che tutto inizia sempre: dal molto piccolo.” Egg Shen in Grosso Guaio a Chinatown

Adorazione Perpetua

Speranza

Speranza

Ho bisogno di fissare questi pensieri finché sono ancora caldi.
Questa sera è successo qualcosa di straordinario e di grandioso, qualcosa che si ripete ogni volta che si arriva a fine giornata senza speranza, tristi, infelici e si passa un’ora con Gesù Eucarestia!
Mi sento in dovere di portare a voi lettori la mia personale testimonianza sull’Adorazione Perpetua che ormai faccio da 3 anni, da quando è iniziata nella città di Reggio Emilia.

Tutto è cominciato nel primo pomeriggio: avete presente quelle giornate in cui non si ha voglia di fare null’altro che lasciarsi andare alle tentazioni, alla pigrizia e al peccato, lasciando fuori dalla porta i consigli che Dio ci invia per mezzo della coscienza, delle persone a noi care quali famigliari, ragazza e amici? Ecco, oggi è stata proprio una di quelle giornate nere, da dimenticare e da non ripetere.
Stanotte molto probabilmente mi sarei coricato con un senso di colpa, di svilimento, di vuoto e di smarrimento se la mia adorata ragazza non mi avesse ricordato dell’Adorazione: si, me ne ero completamente dimenticato.
E’ bastato andare là, di fronte al Santissimo, passare un’ora con Lui, pregando, ringraziando Dio per tutti i doni che mi ha donato in questo giorno, chiedendoGli perdono per il male commesso, per le omissioni, per le buone opere che avrei dovuto fare e che non ho fatto, e tutto è passato: ora sono sereno, sono gioioso, sono felice ma soprattutto sono speranzoso!
Vi è mai capitato di disperarvi? Sì, di sentirvi senza speranza per il futuro, per i vostri progetti, per il lavoro, per lo studio, per i vostri interessi. Se non vi è capitato, allora sappiate che è come non-vivere.
E’ la speranza che ci dà vita, che ci dà la voglia di fare, la voglia di lavorare, di studiare, di mettere mano ai propri hobby: senza di essa siamo vuoti come un orologio senza energia.
Non solo mi sento rinato ma ho capito ancora una volta la differenza tra il bene e il male, tra il voler vivere e il lasciarsi andare, tra l’essere nel mondo e l’essere del mondo.

Lasciate che vi spieghi con un paragone ciò che ogni volta sento ma che ogni volta dimentico e ogni volta mi stupisco della rivelazione avuta, perché sì, i pensieri, i sentimenti e le emozioni sono qualcosa di effimero e se non c’è la possibilità di rivivere il momento passato, almeno c’è la possibilità di leggere ciò che è già accaduto, come attraverso la stesura quotidiana di un diario.
Ebbene, è risaputo che la vacanza in montagna comporta più fatica, più sacrificio, più volontà di quella al mare.
Infatti in montagna c’è la salita, ci sono grandi camminate anch’esse tutte in salita e sono ardue da fare, sono difficili, a volte su terreni impervi, altre su sentieri che svaniscono in mezzo ai boschi. Si cade e rialzarsi, riprendendo da dove si è lasciato è molto difficile ma nonostante ciò anche in montagna ci sono gli sprazzi di gioia, come quando si esce da un bosco e si entra in una radura, oppure come quando si arriva sulle sponde di un lago interno, o dove è possibile vedere tutto il panorama sottostante: quelli sono i momenti più belli, pieni di felicità e di soddisfazione per la fatica che si è fatta. Viene addirittura da dire: “Toh! Ne valeva proprio la pena!”
Invece andare al mare è facile, è sempre in discesa e la strada è ampia e senza ostacoli. Quando si è al mare si è più disinibiti, ci si lascia andare con maggior facilità perché c’è molta gente che fa la medesima cosa senza troppe preoccupazioni. Ma al mare non si hanno le soddisfazioni che si hanno in montagna e nemmeno si gode della vista di simile paesaggi.

Tralasciando la preferenza tra mare e montagna, ecco svelato il paragone: la strada che porta a Dio è quella della montagna, ardua, faticosa, dura, impegnativa, lunga ma che riesce a dare una soddisfazione e una voglia di continuare unica! La strada che porta al peccato, a satana, invece è quella del mare, è in discesa, priva di ostacoli. Avete presente quando si corre in discesa? E’ molto difficile rallentare e ancor di più frenare e fermarsi: lo stesso vale per il peccato perché esso tende a trascinare l’uomo sempre più verso il baratro, verso la sua sconfitta.

Detto ciò, a me piace sia la vita di montagna che di mare per la vacanza ma preferisco guardare sempre verso Dio, in particolar modo quando mi sento perduto e Lui mi tende la mano.

L’emozione di programmare

Programmazione

Programmazione

E’ da tempo che non scrivevo nuovi articoli sul blog, direi da quasi un anno.
Stasera mi è venuta voglia di scrivere perché desidero farvi partecipi dell’emozione che si prova nel programmare.
Per noi programmatori informatici la programmazione è come la musica per un musicista, l’arte per un artista, il pennello e la tavolozza per un pittore: è ciò che ci soddisfa maggiormente.
Ed è così che mi sento ora: soddisfatto… enormemente soddisfatto!

Circa due orette fa ho consegnato, assieme alla mia fedele collega, un importante progetto.
La cosa bizzarra è che la scadenza era fissata alle 23.59 ma noi, nemmeno a volerlo, siamo riusciti a consegnarlo alle 00.00 in punto!
Sapete, direi che tutti i progetti universitari che ho realizzato assieme ai miei compagni di facoltà li ho consegnati ogni volta esattamente all’ultimo minuto: eppure, ce l’abbiamo sempre fatta, lavorando come dei forsennati, sudando per ogni singolo minuto passato.

Ciò che desidero condividere con voi è come ci si sente dopo una tirata del genere, perciò vi racconterò com’è andata.
Tutto ebbe inizio alle 03.24 di ieri notte, quando mi accorsi di un grave problema (bug) nel codice del nostro programma: così spesi altre due buone orette a cercare di risolvere la situazione.
All’alba decisi di coricarmi, nonostante non fossi riuscito nel mio intento.
Dopo qualche ora, verso mezzogiorno, mangiai due bocconi per poi rimettermi quasi immediatamente sul computer per cercare di capire come mai proprio in quel punto, in quel momento era sorto quel problema.
Il pomeriggio passò e soltanto alle 22.30 di questa sera, grazie all’ispirazione divina, riuscii a trovare una soluzione adeguata: troppo tardi, la scadenza distava soltanto di un’ora e mezza da noi!
Nel frattempo, dall’altra parte del computer in collegamento VoIP, la Baby stilava la relazione, sudando sette camicie per interpretare a dovere il funzionamento del codice.
Alle 22.45 mi ritrovavo a pulire, riassettare, rimpostare e migliorare il progetto; dieci minuti dopo mi collegavo a Nelson, una delle macchine del laboratorio d’Informatica a Bologna.
Ore 00.00 del 05/07/2010: il progetto veniva caricato nell’apposita cartella….
Intanto, sulla chat di Skype, la Baby mi tartassava tenendo rigorosamente conto del tempo rimanente con un preciso countdown d’orologio: “Muoviti Vii, non mi mettere in ansia!!!”
Sulla shell compare una frase: Upload Completed.
Euforia, incredulità, stupore, gioia, felicità: sono queste le emozioni che mi stravolgono nel giro di qualche secondo.
Do velocemente un “ls -la” sulla cartella interessata e scopro solo allora di aver caricato il progetto alle ore 00.00 in punto ed è lì che mi sorge il dubbio: ne terranno conto?
Non m’importa, lascio perdere, ormai sono troppo contento!
Velocemente saluto la collega e schizzo fuori dalla porta di casa, correndo per le vie di Cavriago, dirigendomi a grande velocità in mezzo ai campi, i miei adorati campi: là una splendida brezza e un cielo stellato mi attendono e dopo giorni di reclusione davanti al pc sembrano come acqua fresca per un morto di sete nel deserto, ve lo garantisco.
Qualche minuto dopo condivido la gigantesca soddisfazione con una telefonata alla ragazza, dopodiché uno dei due fratelli maggiori mi passa a prendere e mi scorta dal terzo per festeggiare con una mezza di birra bianca.

Capite? Sono tutt’ora carico di energia nonostante abbia perso molte ore di sonno in questi giorni e tutto grazie all’immensa soddisfazione che può dare la programmazione.
Ora guardo il progetto: mi sembra quasi di amarlo, nonostante abbia passato giorni e giorni a odiarlo per l’impossibilità di capirne il funzionamento.
Eppure ora sono stracontento: in primis perché abbiamo consegnato in tempo (o quasi) e in secondis perché le sensazioni provate in certi momenti sono davvero uniche!

Buonanotte

Pellegrinaggio a Medjugorje

Chiesa di Medjugorje

Chiesa di Medjugorje

Anche quest’anno sono stato a Medjugorje in pellegrinaggio assieme alla mia ragazza.
Abbiamo soggiornato nella comunità “Heart of Mary” di S. Milena, formata dalla suddetta e da altre due ragazze in procinto di divenire suore: Malgosia e Sanda.
In un piccolo pezzo di terra sono state costruite 12 casette monolocale dove poter stare durante il soggiorno.
Una piccola cappella sorge all’entrata del cortile, dotata di panche, sagrestia, leggio e un meraviglioso altare: dietro a quest’ultimo, attraverso una splendida vetrata ad arco, è possibile ammirare una statua in pietra di Gesù in preghiera.
Sotto la supervisione di S. Milena i lavori vanno avanti ormai da alcuni anni e tramite il solo supporto dell’elemosina, delle offerte fatte dai pellegrini e della preghiera costante, sono riusciti a mettere a disposizione tutto il necessario per chi volesse trascorrere insieme a loro un breve periodo.
Con la mia ragazza, ho deciso di intraprendere questo pellegrinaggio durante l’ultima settimana di Agosto.
Siamo partiti da Reggio Emilia la mattina del 20 e siamo giunti ad Ancona dopo tre ore e mezza di treno.
Dopodiché abbiamo aspettato un’ora per imbarcarci sul traghetto con tratta Ancona-Spalato.
Una volta saliti sulla Blue Line, abbiamo preso posto su una poltrona per due e il viaggio di notte sull’Adriatico è passato in un batter d’occhio.
Giunti a Split, altre due ore di attesa prima di poter prendere l’autobus per Medjugorje e finalmente, dopo quattro ore di viaggio tra la costa Croata e le montagne della Bosnia-Herzegovina, siamo approdati nella comunità di S. Milena.

Come obiettivo ci eravamo proposti di visitare i luoghi più importanti e sacri del piccolo paesino: la famosa Chiesa e parrocchia Sv. Jakov, l’Oasi di Pace, il Cristo di Bronzo, il monte Krizevac, il monte Podbrdo e la Croce Azzurra.
Siamo stati molto bene dato che alla fine di Agosto c’è sempre poca gente ed è possibile seguire le messe, le adorazioni e i rosari senza essere immersi nella calca di inizio estate.
Ciò che sorprende una volta giunti a Medjugorje è il clima di pace e tranquillità che aleggia su tutto il paese: i cattivi pensieri e le preoccupazioni spariscono senza lasciare traccia e si è liberi di poter passare un periodo di vera e propria meditazione.
Per i cristiani cattolici (ma non solo) Medjugorje è una meta molto importante e ciò è dato dal fatto che la Madonna appare ai veggenti da ormai 28 anni e lascia un messaggio per il mondo intero il 2 e il 25 di ogni mese.
Anche se è la terza volta di seguito che ci ritorno in 3 anni, rimango sempre colpito dall’atmosfera di questo luogo.

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Falla di sicurezza in WordPress

WordPress

WordPress

Questa mattina mi è arrivata una email da TopHost, l’azienda che fornisce hosting per i siti web, avvertendomi che era stata scoperta una falla di sicurezza nelle versioni di WordPress inferiori alla 2.8.4.
La notizia mi ha subito allarmato dato che ultimamente alcuni utenti con nomi e soprattutto indirizzi email troppo particolari si registravano sul mio blog, senza commentare e interagire con esso.
Leggendo l’email vengo a conoscenza di un modo per registrare un account da amministratore nascosto!
Faccio un veloce controllo e nella sezione Utenti del Pannello di WP trovo l’etichetta Amministratori seguita da un (2): ovviamente sul mio blog vi è un solo account da amministratore e così ho controllato qual’era il nuovo arrivato… Niente, nisba, nada!
Nella lista degli amministratori compariva solamente il mio account: ciò stava ad indicare che il mio sito era già stato attaccato e bucato anche perché non era stato aggiornato alla versione più recente (2.8.4).
Così ho trovato una guida su JourneyETC per come riportare il tutto alla normalità: di seguito spiegherò i passi da me attuati per risolvere il problema.
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Jamp : l’intervista

Jamp

Javascript AJAX MySQL PHP

Oggi pomeriggio, il blog ha intervistato via chat i due sviluppatori del progetto Jamp: Giampiero Ancilletta e Ruben Patanè.
Eccovi dunque l’intervista esclusiva!

Wilky : partiamo innanzitutto nel sapere che cos’è Jamp.
Jamp : JAMP è l’acronimo di Javascript AJAX Mysql PHP, si tratta di un framework opensource per lo sviluppo di applicazioni WEB.
W. : Chi sviluppa e chi ha ideato Jamp?
J. : Sviluppatori e fondatori del progetto sono: Ruben Patanè e Giampiero Ancilletta.
W. : Jamp: un framework all’italiana quindi. Com’è nato questo progetto? E qual è stata l’idea che vi ha portato a realizzarlo?
J. : Jamp è nato da una nostra esigenza, quella di realizzare applicazioni in modo veloce. Dovevamo creare applicazioni desktop via WEB ma non potevamo ricominciare da zero per ogni programma. Allora un giorno con Giampiero abbiamo deciso di trovare una soluzione e da li è nato Jamp.
W. : Dunque quali sono i punti di forza del framework?
J. :

  • Architettura semplice ed efficace.
  • Flessibilità: l’utente che utilizza Jamp non ha limiti imposti dal framework perché puo’ inserire il suo codice.
  • Open Source: altre persone potranno essere conivolte nel progetto per miglioralo.
  • Completo: In JAMP potrete trovare tutto quello che serve per creare le proprie applicazioni: oggetti, report pdf, grafici, mappe, editor web, editor di sintassi e altro ancora.
  • Cross-browser e multipiattaforma.

W. : Javascript, Ajax, MySQL, PHP: altro?
J. : Il framework è formato da codice PHP e Javascript, menzioniamo MySQL per identificare i database essendo un progetto importante nel mondo Open Source. Jamp è in grado di lavorare con qualsiasi fonte dati: file xml, file record, file con separatori, filesystem, ssh, ftp, ldap, MySQL… la versione finale supporterà anche: MSSql, Oracle e Postgre.
W. : Perciò per chi è destinato Jamp?

Cross Browser

Cross Browser

J. : Il framework è nato con l’obiettivo principale di velocizzare il lavoro di sviluppo ma di fatto lo ha reso anche molto più semplice, per questo motivo anche persone che non hanno una grande esperienza in programmazione possono utilizzare il framework. Attualmente stiamo lavorando allo sviluppo della GUI che renderà il tutto ancora più semplice.
W. : Quindi al momento è possibile lavorare solo con un editor di testo?
J. : Per il momento l’utente utilizza il proprio editor preferito, c’è da dire che il codice da scrivere è poco perché il sorgente è formato da due file, di cui uno in PHP, e il layout della pagina è contenuto in un file xml.
W. : Parlando di versione, attualmente a che punto è il progetto?
J. : Siamo alla beta 3.2 e stiamo lavorando per rilasciare la Release Candidate. Entro l’anno contiamo di rilasciare la versione stabile.
W. : Immagino che vi servirà tutto l’aiuto possibile: a tale proposito, se qualcuno volesse unirsi al progetto, cosa deve fare?
J. : Basta contattarci. Nel nostro sito web http://jamp.alyx.it sono inseriti i nostri contatti. Ci tengo a sottolineare che il progetto è aperto a tutti: l’unica qualità che realmente ci interessa è un pizzico di buona volontà e costanza.
W. : Avete altro da aggiungere che non sia già stato detto?
J. : Sì: contiamo sulla community per poter far crescere e divulgare il progetto e per diventare uno dei più importanti framework.

E Wilky.it vi augura sinceramente di farcela a realizzare le vostre idee e i vostri progetti in un futuro non troppo lontano :D

Ubuntu 9.04: prime impressioni

Login Ubuntu 9.04

Login Ubuntu 9.04

E’ da un po’ di giorni che ho aggiornato la mia Ubuntu 8.10 alla nuova 9.04.
Partiamo dalla schermata di loading e di login: sinceramente preferivo quelle della versione precedente :|
La schermata di caricamento iniziale ha perso molto, sostituendo la voluminosa barra arancione con una molto più sottile e secondo me minimale: pensavo la tenessero solo durante la beta ma hanno deciso di usarla nell’ufficiale.
Passando al login ci si ritrova in una schermata buia che non ha nulla di invitante: quella della 8.10 era chiara con colori caldi come l’arancione che invitavano a provarla, mentre con l’attuale sembra che abbiano voluto renderla più “cool“, senza riuscirci ovviamente.
Rimanendo nell’ambito grafico vi è un nuovo tema che però non ho potuto (né voluto) provarlo, quindi non faccio commenti in merito.
Il sistema di notifiche non mi dice nulla di che: inizialmente sembrava molto interessante, poi però quando arrivavano nuove notifiche mi si bloccava l’intero sistema per qualche secondo, e ho cambiato idea.
Forse sono l’unico ad avere questo problema (altri lo hanno riscontrato?) eppure mi ricorda molto Vista….

Passiamo a cose più interessanti: la rete Wireless!
Nella 8.10 avevo avuto molti problemi col Network Manager tanto da disabilitarlo completamente e di andare con lo splendido wpa_supplicant: avevo provato anche Wicd ma senza successo.
Ricordo che il tutto è stato provato su una scheda Intel PRO/Wireless 4965AGN.
Con Ubuntu 9.04 mi sono ritrovato con lo stesso problema: il Network Manager non ne voleva sapere di connettersi a reti Wireless WPA/WPA2.
Addirittura anche il wpa_supplicant in certi casi aveva problemi a connettersi!
Ero dell’idea di tornare alla 8.10 quando mi è venuto in mente Wicd: l’ho installato e come per magia, tutto si è messo a posto :D

Ubuntu Notify

Ubuntu Notify

Attualmente mi connetto alle reti WPA/WPA2 tramite tale programma e dove lui non arriva subentra il mitico wpa_supplicant :P
C’è però una cosa bella da sottolineare: nella nuova versione di Ubuntu, dopo le ibernazioni e le sospensioni, la rete rimane configurata e funzionante!
Se ricordate nella 8.10 quando lo si ibernava/sospendeva, dopo che lo si risvegliava, bisognava riconnettersi alla rete a cui si aveva l’accesso: ora invece il problema è risolto.
Non so come abbiamo ovviato alla cosa ma vedrò di fare un po’ di ricerche ;)

Una nuova applicazione che compare nel sotto menu “Amministrazione” è la Pulizia del Computer: un tool pratico che consente tramite un’interfaccia grafica di ripulire la vostra macchina dai pacchetti inutilizzati o che non hanno più utilità.
Per chi non lo sapesse è possibile fare la stessa cosa da shell tramite i comandi:

sudo apt-get autoclean
sudo apt-get autoremove.

Un altro punto a favore della Lepre Cornuta sono i soliti programmi aggiornati alla versione più recente: un esempio sono Firefox, Brasero (all-in-one), Wine, Thunderbird, Elisa Media Center.

Che dire della nuova Ubuntu: ha alcune pecche da risolvere e alcuni software inutili, almeno secondo il mio parere, però porta una nuova ventata di aggiornamenti utili e anche indispensabili.
Se volete provarla anche voi, vi consiglio di provarla prima su un computer secondario, poi se vi ci trovate bene e se vi sembra adatta ai vostri scopi di installarla anche sulla macchina su cui lavorate/studiate!
Se invece siete degli smanettoni che non sanno resistere, fate subito l’aggiornamento e iniziate a scancherare con la Lepre Cornuta :D

Jamp!

Jamp

Jamp

Proprio ieri sera leggendo la casella di posta elettronica, ho trovato una email sulla mailing list del RELUG molto interessante che parlava di Jamp: Javascript, Apache, MySQL e PHP.
Il contenuto della mail descriveva questo progetto italiano sotto licenza GNU:

Da circa un anno stiamo lavorando intensamente alla realizzazione di un
framework open source scritto in PHP e basato su tecnologia AJAX.
Lo scopo di tale framework è quello di facilitare ed ottimizzare il
lavoro di sviluppo di applicazioni WEB in maniera tale da permettere al
programmatore di concentrarsi sulla progettazione e non su problematiche
di implementazione. Il nostro maggiore impegno è stato quello di
permettere agli utenti di mantenere le stesse flessibilità e performance
ottenibili scrivendo l’applicazione senza il supporto del framework
stesso. A dicembre 2008 abbiamo rilasciato la prima versione del framework
limitandoci solo a dare l’annucio in qualche forum e siamo comunque
riusciti a suscitare l’interesse di molte persone alcune delle quali
stanno iniziando a darci una mano a potenziare ed ampliare il progetto. Ci
piacerebbe ricevere un vostro parere e se interessati un aiuto a portare
avanti questo progetto italiano. Nel sito http://jamp.alyx.it potrete
effettuare il download del framework e applicazioni basate su di esso,
inoltre troverete una ricca documentazione ed esempi online.

Saluti,
Giampiero Ancilletta

Il sito si presenta con un’interfaccia semplice ma chiara.
Ma a cosa serve Jamp?
Come riportato dal sito: Con l’xml come sorgente della pagina, risulterà semplice e leggibile programmare ad oggetti il WEB.
La struttura di JAMP consente di sviluppare velocemente applicazioni WEB e nuovi oggetti per il framework stesso.
In JAMP potrete trovare tutto quello che serve per creare le proprie applicazioni: oggetti, report pdf, grafici, mappe, editor web, editor di sintassi e altro ancora.

La cosa che mi fai impazzire però è la compatibilità con i browser: Uno dei punti di forza di JAMP è la compatibilità con tutti i browser di ultima generazione. L’utilizzo del framework non richiede nessuna installazione ed è indipendente dalla piattaforma utilizzata.

Il progetto si presenta molto interessante e speriamo che col tempo, con la community e lo sviluppo migliori sempre più!

Ubuntu 9.04 : Jaunty Jackalope

Lepre Cornuta Disinvolta

Lepre Cornuta Disinvolta

Ancora una settimana e la nuova versione di Ubuntu (stabile) sarà disponibile per i vostro PC!
Si tratta di Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope, ossia la Lepre Cornuta Disinvolta :D
Per chi non può aspettare è già disponibile la Beta scaricabile sia per Desktop che per Server: è inoltre possibile aggiornare il proprio sistema evitando così di scaricare 700MB di file.
Da buon informatico sconsiglio il cambio di versione sulla vostra macchina dove lavorate quotidianamente: usate piuttosto un altro computer (magari quello della vostra ragazza :P ) per fare dei test e delle prove.
Oppure vi consiglio caldamente la via della virtualizzazione: installatevi Virtual Box, scaricatevi l’immagine della versione che volete provare et voilà, le jeux sont fait!
Giusto per curiosità: la prossima versione è la 9.10, ossia il Koala Karmico, disponibile il 29 Ottobre di questo anno.
Una cosa alla voltà però, non corriamo troppo :D

Quindi quali sono le novità che la Lepre Cornuta ci porterà?
Andiamole a scoprire :

  • Gnome 2.26 : l’ultima versione dell’ambiente grafico di base di Ubuntu. Include a sua volta delle novità per Brasero: non dovrete più usare 4-5 applicazioni diverse per masterizzare o copiare CD/DVD ma potrete comodamente usare la nuova versione all-in-one che vi permetterà di gestire il tutto tramite un unico pannello di comandi. Vi sono anche delle migliorie per quanto riguarda la gestione della risoluzione del monitor.
  • X.Org server 1.6 : l’ultima versione del server grafico garantisce le seguenti novità: nuovi driver liberi per un buon numero di schede video; aggiustamenti e migliorie per i driver ATI; l’accelerazione 2D è garantita dalla nuova famiglia di driver R6xx/R7xx, mentre quella 3D è garantita dai driver proprietari R6xx/R7xx.
  • Nuovo sistema di notifiche : tramite un semplice menu potrete gestire le finestre di notifica ma per una migliore comprensione vi rimando al filmato di dimostrazione (richiede Adobe Flash Player).
  • Migliorie nella fase di boot.
  • Linux Kernel : la nuova versione sarà dotata del penultimo kernel 2.6.28-11.37 basato sul kernel 2.6.28.
  • Ext4 : il nuovo filesystem sarà presente ma non impostato di default durante la fase d’installazione. Probabilmente sarà impostato come tale più avanti nelle prossime versioni basandosi sul feedback degli utenti.
  • Cloud Computing : l’edizione server ha come feature la tecnologia open source Eucalyptus che permette di usare in modo facile il proprio server per testare e fare esperimenti sul cloud computing (vedesi cluster).
  • Kerneloops : è un pacchetto che si invita ad installare per aiutare la comunità a sviluppare miglioramenti per il kernel linux. In pratica gestisce i “crash” del kernel, inviando un rapporto agli sviluppatori che verrà analizzato e gestito.
  • Aggiornamento dei programmi : Firefox 3.1, Thunderbird 3.0, OpenOffice 3.0.1, X.Org 7.6, Pidgin 2.6, MySQL 5.1, PHP 5.2, Python 2.6.

Per ulteriori informazioni vi rimando alla pagina ufficiale dove è possibile anche trovare gli attuali bug presenti nella nuova versione : http://www.ubuntu.com/testing/jaunty/beta

Three Strikes

Three Strikes

Three Strikes

Avete mai sentito parlare della Three Strikes Law?
Divenne famosa negli anni ’90 negli Stati Uniti e il termine venne coniato direttamente dal baseball: il battitore infatti ha 2 soli strike possibili prima dello strike out, lo strike eliminatore.
In genere viene usata in ambito giuridico per reati criminali e in Francia hanno voluto associarla al reato di violazione del copyright.
Infatti “gli utenti sorpresi a condividere contenuti protetti da copyright saranno disconnessi da Internet per un periodo minimo di due mesi secondo l’insindacabile giudizio dell’Hadopi, l’Autorità costituita appositamente a questo scopo.
Insomma la Francia, lo stato europeo con le connessioni e le offerte migliori nel rapporto qualità-prezzo ha approvato una legge che renderà vano tale primato.

Con la Legge sulla diffusion et la protection de la création sur internet la Francia è il primo Paese in Europa ad aver sancito un principio che, da mesi, riecheggia da una costa all’altra del globo: quello secondo il quale, in nome dell’esigenza di tutelare la proprietà intellettuale, ci si può spingere a privare un cittadino della libertà di manifestare il proprio pensiero attraverso il mezzo di comunicazione per antonomasia nel secolo della Rete, un mezzo divenuto, peraltro, anche strumento irrinunciabile per l’esercizio di diritti civili e politici.
Questo è quindi uno dei tanti modi per limitare la libertà d’espressione dei cittadini.
La rete è lo strumento con cui ognuno può condividere le proprie idee tramite un blog, una email, un forum: è scomodo per certe persone e qui in Italia ci stanno provando in ogni modo già da tempo.
Non mi stupirebbe se qualche nostro parlamentare presentasse la medesima legge da un momento all’altro.

La Francia è l’occasione che “quei pochi” aspettavano.
Italia nun fa la stupida stasera.

Fonti :